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Fontanelle si trova su una ridente collinetta che guarda sia il mare Adriatico che il fiume Vomano; quest'ultimo è stato nel corso dei secoli fonte di guadagno e di prosperità per gli abitanti. E' rilevante notare che le prime costruzioni sono state eseguite in pietra, segno della vicinanza col fiume.


Dalle scritte trovate nelle varie case del piccolo centro storico, si evince che la loro costruzione risalga intorno all'inizio dell'800. Altra testimonianza significativa la troviamo in un dizionario geografico alfabetico riguardante la provincia di Teramo del 1804, nel quale è scritto, alla voce Fontanelle la seguente definizione: "Fontanelle è un villaggio del comune di Atri assai fertile in grano, buon vino e massimamente in riso del quale si fanno vastissime semine nel suo territorio, che riguarda il fiume Vomano e il mare Adriatico. Abbonda di cacciagione e soprattutto d'una prodigiosa quantità di anatre, oche ed altri uccelli acquatici". Questa testimonianza evidenzia che il territorio non è povero e, pertanto, la presenza di una comunità ha ragione di esistere. Sempre in un altro dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli del 1807, si parla di Fontanelle come un luogo adatto per trascorrere giornate estive.

Con la nascita della comunità viene costruita, presumibilmente nel primo quarantennio dell'800, la chiesa consacrata a San Gaetano da Thiene. Circa la consacrazione al detto Santo, si può avanzare l'ipotesi della presenza in Fontanelle di missioni popolari tenute da Padri predicatori particolarmente devoti a San Gaetano che in tali occasioni hanno sollecitato la popolazione a fare offerte sostanziose per la costruzione delle chiesa con la relativa dedica al Santo succitato. Originariamente la costruzione era piccola e senza campanile dipendente dalla chiesa di Santa Margherita e dal suo parroco come si evince da un documento del 1853 intitolato: "Il Regno delle Due Sicilie descritto ed illustrato" opera dedicata alla Maestà Ferdinando II. Nel documento, quando si parla di Santa Margherita, si legge quanto segue: "... è posto questo villaggio su di un poggio; il Vomano non più che due miglia n'é lontano. L'arciprete che ha sua nomina dal decurionato di Atri, oltre la chiesa parrocchiale intitolata a Santa Margherita, tiene soggetta anche quella di San Gaetano nel prossimo villaggio di Fontanelle". E sempre dello stesso periodo in un altro documento, troviamo che Fontanelle contava 150 abitanti.


Con la costruzione della chiesa e con la crescita demografica della comunità, il 10 marzo del 1864 il sindaco Cherubini invia notizia sui lavori pubblici al prefetto di Teramo. Nella missiva troviamo la relazione dei lavori in corso della strada di Atri - Fontanelle di km 12: questo è un segnale di apertura dell'amministrazione locale verso la comunità in via di sviluppo a la via viene detta di Vittorio Emanuele. Il 12 agosto dello stesso anno vengono costruiti 575 metri su un totale di 12 km per una spesa prevista di lire 78.802; la realizzazione di questa importante via di comunicazione è stata possibile grazie alla maggioranza politica del Partito d'Azione composto da 22 membri, in prevalenza artigiani, del Partito Borbonico composto da 13 membri in preferenza sacerdoti e del Partito Moderato composto da 6 membri in prevalenza proprietari.

E' sempre nello stesso periodo che viene progettato il cimitero chiamato di Santa Margherita; per la vicinanza al paese vi venivano seppelliti anche gli abitanti di Fontanelle.

Nei primi anni del 1900, con l'arrivo di nuove famiglie sono state costruite altre

abitazioni fuori dal centro storico. In particolare, proprio all'inizio del secolo una di queste famiglie, per un voto espresso, ha introdotta tra la comunità il culto per un altro Santo: San Francesco da Paola riportandone la statua dalla vicina stazione ferroviaria di Roseto sulle spalle.


Nel 1924 a Fontanelle viene istituito l'ufficio postale insieme all'illuminazione pubblica.


Questa comunitàoggi è composta da circa 1.000 abitanti. Il paese ha vissuto un periodo di espansione con la costruzione di nuove abitazioni, con il fiorire di imprese artigiane e con uno sfruttamento razionale di tutta la pianura resa fertile dalle abbondanti acque del fiume Vomano. Il trascorrere del tempo, ha tuttavia lasciato immutato il forte legame tra la gente e il suo Santo patrono.

 

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